domenica 4 luglio 2021

Una preoccupazione comune: la malamovida




Cos’è, come ''vive'', quale valore sociale ed economico ha?
Il disagio determinato dalla vita notturna torinese è facile rilevarlo per ognuno di noi, sia per esperienza personale, sia per la evidenza ed attendibilità delle testimonianze nel merito riportate da molti quotidiani e settimanali dedicati a Torino e dintorni.
La convivenza negli spazi comuni è resa complicata dai molti fattori e attori in gioco, poiché a differenza del teatro, nella vita vanno spesso in scena molti spettacoli contemporaneamente, a volte purtroppo persino su un solo palcoscenico.

Come possiamo dunque accogliere le istanze legittime e sacrosante che, attraverso comitati spontanei e perciò degni di nota, i cittadini rivolgono ai candidati per calmierare, regolamentare, contenere, insomma in qualche modo arginare un’esuberanza della vita notturna a volte pericolosa, di sicuro perniciosa per il riposo di molte persone?
E come fare, per dare al tempo stesso a quella parte di cittadini torinesi, studenti, giovani single e giovani famiglie, come dare a questa componente di cittadini, gli spazi e le cornici per esprimersi nel tempo libero e costituirsi come volano per una capacità di produzione culturale, che fa la differenza fra città viva e città esangue?

Il primo dato certo di cui disponiamo è che, data l'importanza con cui i comitati spontanei hanno sollecitato i candidati su questo tema, gli attuali amministratori della città e quanti li hanno preceduti nel corso di decenni, non hanno saputo dare risposta, nemmeno abbozzata, a questa problematica.
Serve dunque un radicale cambio di prospettiva per accogliere le istanze dei cittadini e trasformarle in occasione di rilancio della futura vita cittadina e culturale di Torino, una prospettiva che guardi a partire dal bene comune e non dal privilegio prevalente. 
Fermo restando il diritto di non essere annullati dalla impossibilità di dormire, sia chiaro. Per farsi rispettare, è d’uopo rispettare. Non è questa la regola della libertà bene comune? 
Futura nel suo programma cerca di andare incontro a tutti i cittadini evitando di non danneggiare nessuno. Mettersi in ascolto del cittadino e capire i suoi bisogni cercando di trovare delle soluzioni insieme.


ILIO





1 commento:

  1. Occorre includere nella riflessione il terzo convitato: i proprietari/gestori dei locali che incassano i profitti della movida scaricandone i costi sulla collettività: perché mai dev'essere il comune ad assurmersi gli oneri della pulizia delle strade?

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